La differenza tra ansia e paura è una distinzione importante.
L’ansia funge da avvertimento per il corpo sistema: è il modo in cui il cervello dice al corpo che potrebbe accadere qualcosa di brutto. Questa risposta si riferisce anche a vissuti di paura, ma è distinta da questa. Molto concretamente, se il pericolo è reale, presente nell’immediato, e motivato da qualcosa di plausibilmente rischioso, allora ciò che si vive è la paura. La paura ci aiuta a rimanere in allerta, a non attraversare se sentiamo un’auto che suona il clacson anche se noi abbiamo verde, ad attivarci quando sentiamo che siamo in una situazione di pericolo potenzialmente reale, come trovarsi vicino ad un cane grosso che improvvisamente abbaia e ringhia verso di noi.

L’ansia, invece, ha a che fare più con il futuro, con l’anticipazione, con la preoccupazione. La maggior parte delle volte, le persone sembrano diventare ansiose per gli eventi nel presente basandosi, in parte, su situazioni veramente spaventose dal loro passato. La paura di oggi può portare all’ansia di domani. Questo fenomeno ci permette di pensare talvolta all’ansia come forma di ricordo di traumi precedenti, perdite o eventi della vita significativi
Mark Twain, scriveva, esponendo magistralmente il processo ansioso: “le cose peggiori della sua vita non sono mai successe”. Chi soffre di ansia sa cosa Mr. Twain intende. Il tempo e l’attenzione che si dedica al possibile negativo risultato degli eventi, persino e spesso a cose che hanno poca probabilità di accadere – è del tutto sproporzionato rispetto al tempo e all’attenzione che in realtà si meritano. Lo spreco di energia è enorme! Inoltre, significa che si trascorre meno tempo a fare le cose che potrebbero effettivamente essere produttive o nell’intraprendere un’azione che potrebbe aiutare a evitare alcune difficoltà reali piuttosto che fantasma.